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Ordinanza ex art. 148 C.C.

 

Il Presidente del Tribunale di Bari,
sciogliendo la riserva, osserva quanto segue.

Con ricorso depositato il 22 febbraio 2008 la signora XXX, rappresentata dagli avvocati Ernesto Cianciola e Paola Cristiano, ai sensi dell'art.148 cod. civ., ha chiesto pagamento in suo favore da parte del marito YYY della somma di 700,00 euro mensili, con decorrenza da agosto 2007, adeguamento annuale ISTAT, corresponsione diretta da parte del datore di lavoro del consorte, sovrintendente della Polizia di Stato.
Sostiene il ricorso con il rilievo che il consorte, allontanatosi dalla casa familiare da agosto 2007, aveva fatto mancare i mezzi di sussistenza per i due figli nati dal matrimonio, WWW e ZZZ, con lei conviventi, non versando alcunché per il loro mantenimento.
Per l'esame del ricorso in contraddittorio con la controparte è stata fissata udienza presidenziale del 6 giugno 2008.
Il 4 giugno 2008 si è costituito nel giudizio il sig. YYY, depositando memoria di risposta e fascicolo di parte.
Chiede nell'ordine:

  • dichiarazione di inammissibilità del ricorso per litispendenza o di continenza del medesimo ricorso, essendo stato instaurato dinanzi al Tribunale di Bari giudizio di separazione tra i due coniugi, con intervenuta fissazione di prima udienza di comparizione per il 17 luglio 2008;
  • rigetto del ricorso nel merito (secondo il convenuto la signora XXX non versa in stato di bisogno, essendo titolare di reddito proprio; aveva trattenuto somma di 22.850,00 euro di proprietà dello stesso convenuto; egli aveva versato e continuava a versare a mezzo vaglia postale 100,00 euro al mese come contributo al mantenimento dei figli);
  • riconvenzionale imposizione alla ricorrente di fare incontrare i figli con il padre e di non impedire al figlio WWW la frequenza della scuola materna (il sig. YYY sostiene che la consorte, impedendo al padre di incontrare i figli minorenni ed al piccolo WWW di frequentare la scuola materna, viene meno all'obbligo di istruire ed educare la prole, previsto dall'art.147 cod. civ., richiamato dal successivo art.148, posto dalla sig.ra XXX a base del presentato ricorso).

Alla fissata udienza del 6 giugno 2008 le parti ed i loro difensori hanno dedotto quanto risulta verbalizzato.
II ricorso della signora YYY si constata parzialmente fondato e va pertanto accolto nei limiti del riconoscimento di fondatezza.
In punto di fatto è pacifico che i due coniugi, parti del presente procedimento, vivono separati, che i due figli nati dal matrimonio convivono con la madre la quale ha pertanto l'onere del loro completo mantenimento, che il sig. YYY inizialmente non ha contribuito affatto al mantenimento dei figli e che soltanto da novembre o dicembre 2007 ha cominciato a versare alla moglie separata, a titolo di suo contributo al mantenimento, la somma di 100,00 euro al mese, rifiutata dalla consorte per l'esiguità dell'importo.
Orbene per la chiara previsione della prima parte del comma 1 dell'art. 148 cod. civ. ogni coniuge ha l’obbligo di contribuire al mantenimento dei figli secondo la propria disponibilità economica. Il sig. YYY per sua ammissione ha uno stipendio mensile di 1.500,00 euro; rispetto a questo reddito è sicuramente sperequato in difetto un contributo di mantenimento di 100,00 euro al mese per due figli.
I riferimenti del convenuto ad insussistenza di stato di bisogno della ricorrente, che sarebbe in grado di mantenere agevolmente i due figli, e ad affermata ritenzione da parte della sig.ra XXX di circa 23.000,00 euro di spettanza del sig. YYY, sono irrilevanti.
Primo, in quanto obbligo dell'art. 148 cod. civ. prescinde del tutto dallo stato di bisogno del genitore che mantiene i figli, trattandosi di fattispecie diversa da quella dell'art. 438 cod. civ..
Secondo, perché, prescindendo dalla mancanza della prova relativa, in presenza di contestazione della moglie, la questione attiene a rapporti tra i coniugi, estranea al profilo dell'obbligo economico genitoriale nei confronti dei figli.
Pure infondata è l'eccezione di inammissibilità del ricorso alla previsione dell'art. 148 cod. civ.. in presenza di causa di separazione personale.
Sino a quando in questa non viene svolta la prima udienza di comparizione dei coniugi, con emissione da parte del Presidente del Tribunale dei provvedimenti di cui all'art. 708 C.P.C. (nella vicenda in esame la prima udienza è fissata per il prossimo 17 luglio), nell'interesse dei figli per il loro mantenimento è sempre possibile l'emissione di provvedimento cautelare ante causam, che è quello specifico dell'art. 148 cod. civ., consistente in decreto costituente titolo esecutivo, opponibile.
Riguardo alla relativa quantificazione, allo stato, in base ai parametri valutativi assicurati al procedimento, si reputa equo fissare a carico del convenuto assegno di mantenimento, in favore dei due figli, di 500,00 euro mensili (250,00 ciascuno), con decorrenza da febbraio 2008, mese in cui è stato presentato il ricorso, da corrispondere alla ricorrente entro la fine di ogni mese.
Non si prevede adeguamento annuale ISTAT, essendo prossima l'udienza presidenziale di separazione, in occasione della quale sarà stabilito specifico mantenimento con ordinanza ex art.708 C.P.C., con la quale e nella quale si esaurirà l'efficacia del presente decreto.
Non si ritiene di imporre al Ministero dell'Interno, datore di lavoro dell'obbligato, di corrispondere la fissata somma di 500.00 euro direttamente alla signora XXX, per mancata verifica, necessaria, dell'inadempimento di tale specifica obbligazione.
In ordine infine alla doglianza del sig. YYY di essere impedito nell’esercizio del diritto di visita dei due figli conviventi con la madre, al fine di eliminare ogni possibile diatriba tra i coniugi, sempre della decisione pure in proposito ex art. 708 CPC, si dispone che YYY incontri i due minorenni conviventi con la madre e si trattenga con loro il sabato di ogni settimana dalle ore 9,30 alle ore 19,00, e, a settimane alterne, anche la domenica nello stesso lasso temporale.
Il parziale accoglimento del ricorso e la ricezione della istanza del convenuto di regolamentazione del suo diritto di visita nei confronti dei figli impongono compensazione al 50% degli oneri del presente procedimento che vengono pertanto liquidati in complessivi 600,00 euro (150,00 per diritti; 450,00 per onorari), oltre a CNPA ed IVA come per legge.

P. Q. M.

in accoglimento parziale del ricorso presentato il 22 febbraio 2008 dalla sig.ra XXX nei confronti del marito YYY, dispone che quest'ultimo versi alla moglie, a titolo di concorso nel mantenimento dei due figli minorenni WWW e ZZZ, conviventi con la madre, la somma mensile di 500,00 euro (250,00 per ciascun figlio), con decorrenza da febbraio 2008, da corrispondere entro la fine di ogni mese; condanna al sig. YYY a rifondere alla controparte le spese del presente procedimento che, compensate per la metà, vengono liquidate in 600,00 euro (150,00 per diritti; 450,00 per onorari), oltre CNPA ed IVA come per legge; stabilisce che, in attesa di decisioni in ambito di giudizio di separazione, il sig. YYY incontri i figli conviventi con la madre e si trattenga con loro il sabato di ogni settimana e, a settimane alterne, anche la domenica, dalle ore 9,30 alle ore 19,00.
Così deciso in Bari il 9 giugno 2008.

IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE

VITO SAVINO


 


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